top of page

Ma faremo il possibile per approssimarla

L’informazione è lo spirito del nostro tempo: l’arma più micidiale, la risorsa più preziosa, e contesa. Scrisse Francis Bacon, inaugurando la modernità, ipsa scientia potestas est: la conoscenza stessa è potere. Scriveremmo noi oggi ipsa scientia omnia est: la conoscenza stessa è tutto

Le nostre scelte sono governate e decise da flussi, fisici ma sempre più digitali, di dati. Ed ogni dato è un bene, nel senso giuridico del termine: è suscettibile di valutazione economica, accede al mercato. Ogni like che mettiamo, ogni commento che scriviamo, ogni account che scegliamo di seguire, ogni newsletter a cui ci iscriviamo, ogni sito che visitiamo, ogni prodotto che compriamo: tutte manifestazioni di valore che seminiamo nella nostra quotidianità, correnti oceaniche di informazioni, rilevate ed immagazzinate giorno dopo giorno, che contribuiscono a plasmare le scelte strategiche di imprese e consumatori e le tendenze della politica nazionale e globale. 

È un rapporto simbiotico e biunivoco: attraverso l’interfaccia di uno schermo, costruiamo e veniamo costruiti, trasformiamo e veniamo trasformati. Micro e macro si sostituiscono e si confondono, il discrimine tra autodeterminazione ed eterodeterminazione si fa labile, quello tra soggettività ed intersoggettività svanisce. 

Questa realtà è ingovernabile. La mente umana non possiede la capacità computazionale per darle un senso, per astrarne un significato univoco. Non possiamo, fisicamente, conoscere tutto. Per cui dobbiamo scegliere. Scegliere quali informazioni consumare, quali conservare, quali trascurare o ignorare. È un problema di ottimizzazione vincolata, di massimizzazione limitata e certamente imperfetta degli strumenti intellettuali con i quali fronteggiamo la complessità endemica al nostro tempo. 

Informandoti nasce per questo. Per accompagnare l’utente nella sua scelta quotidiana, offrendo una selezione di articoli di approfondimento, interviste e riflessioni. Per offrire alla nostra generazione una piattaforma accessibile ed al contempo affidabile, tesa tanto all’apprezzamento della complessità quanto alla rapidità della comunicazione. Tre le parole d’ordine: imparzialità, attendibilità, pluralità

Imparzialità, perché siamo convinti che l’informazione, nella sua dimensione etica prima ancora che teorica, debba porsi asetticamente nei confronti del proprio oggetto. L’opinione emerge posteriormente, nella valutazione razionale dei dati per come sono connessi tra loro: non deve mai precederla. Ognuno ha e deve avere i propri valori ed i propri principi, ha e deve avere le proprie preferenze  ed i propri orientamenti: questo è fuori di dubbio. Ma quando si passa dalla dimensione della riflessione interna a quella dell’agire comunicativo (per dirla con Habermas) è necessario fornire al proprio interlocutore ogni strumento ed ogni nozione utile a rendere possibile la formazione di un convincimento proprio, autonomo ed indipendente. L’opinione di chi scrive, insomma, può venire in rilievo solo dopo che siano stati presentate in modo coerente e completo le informazioni pertinenti. Si sa, la pura imparzialità non esiste. Ma faremo il possibile per approssimarla

Attendibilità, perché il nostro è il tempo della notizie false e di quelle falsificate, e lo sarà sempre più. Per questo ogni articolo giungerà alla pubblicazione solo dopo essere stato sottoposto ad un doppio procedimento di  verifica delle fonti. Qualora permangano errori anche nella versione finale, come sicuramente talvolta accadrà, invitiamo voi, i lettori, a comunicarcelo tramite i commenti. Si sa, la piena attendibilità non esiste. Ma faremo il possibile per approssimarla

Pluralità, perché i valori sono tanti e diversi tra loro, spesso confliggenti o alternativi. Per questo la nostra redazione include studenti e giovani professionisti con formazioni, provenienze e percorsi altrettanto diversi. Gli unici requisiti per scrivere su Informandoti sono la competenza e l’affidabilità. Il nostro obiettivo è dare spazio a sempre più e nuove voci, dare vita a sempre più e nuove storie. Si sa, la pluralità assoluta non esiste. Ma faremo il possibile per approssimarla

Scriveremo di politica estera e di diritto, di tecnologia e di costume, di criminalità organizzata e di letteratura: racconteremo il bello ed il brutto, il virtuoso e l’abominevole, rappresenteremo il mondo di oggi e quello che verrà, rifletteremo sulla nostra storia per comprendere il futuro. Descriveremo, senza sistematica e senza pretese di universalità, un’idea del mondo che vogliamo. 

Perché le ragioni dell’ottimismo, oggi,  forse sono poche. Ma quelle del pessimismo, in fine dei conti, ancora meno.  

Una rivista della nostra generazione per la nostra generazione. Informandovi, informandoci


Commenti


bottom of page