Psicofarmaci ai giovani. L'aumento è vertiginoso: raddoppiate le terapie del 2016
- Riccardo Quarta
- 5 dic 2025
- Tempo di lettura: 5 min

È allarmante il bilancio tracciato dall’ultimo Rapporto OsMed 2024 dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). La spesa farmaceutica nazionale ha raggiunto i 37,2 miliardi di euro, con un incremento del +2,8 % rispetto all’anno precedente, mentre emergono trend inquietanti come l’uso eccessivo di antibiotici e il boom degli psicofarmaci tra i minori. Il quadro che ne scaturisce non è soltanto economico, ma prima di tutto sanitario e sociale, perché mette in luce fragilità strutturali del sistema e rischi per i più giovani. Dietro ai numeri della spesa, infatti, si muovono scelte cliniche, accesso disomogeneo ai servizi, disparità territoriali e nuove patologie emergenti che necessitano di attenzione e prevenzione. L’Italia continua a investire in farmaci innovativi e terapie avanzate, ma questo aumento dei costi non sempre si accompagna a un uso ottimale e razionale delle risorse, mentre i cittadini affrontano oneri significativi per farmaci di fascia C e ticket sanitari.
La spesa farmaceutica cresce, ma i consumi restano stabili
Secondo il Rapporto OsMed 2024, la spesa farmaceutica complessiva in Italia ha superato i 37 miliardi, esattamente 37,2 miliardi di euro, pari a un +2,8 % rispetto al 2023, grande parte di questo onere grava sul pubblico, il Servizio Sanitario Nazionale copre circa il 72 % della spesa, cioè 26,8 miliardi, con un aumento del 7,7 % rispetto all’anno precedente, la restante quota, 10,2 miliardi, è a carico dei cittadini, seppure in lieve flessione rispetto al 2023, 4,6 %. Nonostante la crescita della spesa, i consumi di farmaci restano sostanzialmente stabili, quasi 1.895 dosi ogni 1.000 abitanti al giorno, ovvero quasi due dosi per persona al giorno. Dietro questo paradosso, più soldi spesi, ma non un aumento altrettanto proporzionale nell’uso, c’è il peso crescente delle terapie avanzate, nel 2024 l’AIFA ha rimborsato 12 nuove terapie di alto costo, insieme a 46 farmaci innovativi introdotti tra il 2022 e il 2024. Come spiega il presidente AIFA, Robert Nisticò, “Più appropriatezza e uso ottimale delle risorse per bilanciare innovazione e sostenibilità”, il direttore tecnico-scientifico Pierluigi Russo sottolinea che «in Italia la spesa pro capite è sostanzialmente in linea con quella media europea, e i prezzi sono molto più bassi rispetto a quelli medi europei».
Antibiotici, un calo lieve ma preoccupante disomogeneità regionale
Tra i dati che destano più preoccupazione, il rapporto segnala che l’uso di antibiotici, pur in lieve flessione, resta molto alto, nel 2024 si registra un 1,3 % rispetto al 2023, ma 17 italiani ogni 1.000 abitanti continuano ad assumerli quotidianamente, la distribuzione geografica è tutt’altro che omogenea, al Sud il consumo di antibiotici è più elevato, con il 43,6 % della popolazione che ne ha preso almeno uno durante l’anno, contro il 40,1 % al Centro e il 30,6 % al Nord. L’associazione amoxicillina‑acido clavulanico mantiene il primato sia per dosi, 6,4 al giorno ogni 1.000 abitanti, che per spesa, 3,13 € pro capite, seguono claritromicina e azitromicina. L’AIFA mette in guardia, questi numeri evidenziano “prescrizioni e consumi non sempre appropriati”, in particolare dove i livelli sono più alti, un uso eccessivo o inappropriato di antibiotici alimenta il rischio di resistenza, un problema sanitario critico e globale, l’attenzione a politiche di prescrizione mirate, campagne educative e monitoraggio costante diventa quindi essenziale per ridurre rischi futuri, prevenire resistenze e tutelare la salute pubblica.
Psicofarmaci under 18, un raddoppio che preoccupa

Uno dei fenomeni più scottanti emersi dal Rapporto OsMed riguarda i più giovani, tra il 2016 e il 2024 la prevalenza d’uso di psicofarmaci nei minori italiani è passata dallo 0,26 % allo 0,57 %, cioè da 1 bambino su circa 385 a 1 su 175, parallelamente, i consumi sono aumentati, le confezioni prescritte ogni 1.000 bambini sono salite da 20,6 a 59,3, i farmaci più diffusi nella fascia pediatrica sono antipsicotici, antidepressivi e quelli per l’ADHD, il consumo cresce con l’età e culmina nella fascia 12–17 anni, dove si registrano 129,1 confezioni per 1.000 ragazzi e una prevalenza d’uso dell’1,17 %, l’AIFA osserva che, nonostante l’aumento, “l’uso dei farmaci psicotropi rimane sensibilmente più basso rispetto ad altri Paesi”, in Francia la prevalenza pediatrica arriva all’1,61 %, negli USA supera il 24 %, questo non assolve, tuttavia, il sistema dalle responsabilità, un aumento così marcato richiede ragionamenti seri sul perché e sul come vengono prescritti, e sulle strategie di prevenzione e supporto psicologico.
Variabilità regionale e rischio farmacocentrismo
Il rapporto evidenzia forti disparità regionali non solo nei consumi, ma anche nell’appropriatezza e nell’aderenza alle terapie, nelle zone dove l’accesso ai servizi di neuropsichiatria infantile è più consolidato, come Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, si registra un uso più elevato di psicofarmaci, nel Sud, regioni come Calabria, Sicilia, Campania e Sardegna mostrano percentuali inferiori, ma l’AIFA mette in guardia, il minor ricorso ai farmaci non va automaticamente interpretato come un segno di maggiore benessere, potrebbe indicare una carenza di servizi specialistici, psicologi e neuropsichiatri, che lascia molti disturbi sommersi e non diagnosticati, in queste aree svantaggiate, i bambini arrivano tardivamente alla diagnosi, spesso dopo anni di difficoltà scolastiche o familiari, con un rischio maggiore di cronicizzazione del disagio, la diseguaglianza territoriale non riguarda solo l’economia della salute, ma anche la giustizia sociale in termini di accesso ai trattamenti.
Verso una maggiore responsabilità terapeutica
Le indicazioni che emergono dal Rapporto OsMed non chiedono solo più fondi, o almeno non solo, ma un cambio culturale, il presidente AIFA, Robert Nisticò, insiste sulla necessità di “promuovere il consumo dei generici, l’aderenza alle terapie, l’appropriatezza prescrittiva e l’uso ottimale delle risorse disponibili, per garantire l’innovazione e le migliori opportunità di cura … nel rispetto della sostenibilità del servizio sanitario nazionale”, è un richiamo a un uso più consapevole e misurato dei farmaci, non solo per risparmiare, ma per curare meglio, allo stesso tempo servono investimenti su più fronti, potenziare i servizi di neuropsichiatria infantile, rafforzare le strutture territoriali, integrare psicologi e terapeuti nella sanità pubblica, non basta la pillola se dietro ogni prescrizione ci sono ansia, solitudine, contesti famigliari o scolastici disfunzionali, serve un approccio multidisciplinare, che non veda il farmaco come scorciatoia, ma come parte di percorsi di cura completi, infine, va promossa un’adeguata educazione alla salute, per pazienti, medici e famiglie, solo così si potrà evitare che la farmacia diventi l’alternativa più semplice alla sofferenza, piuttosto che una risorsa integrata di un sistema che ascolta e sostiene i più fragili.
Il Rapporto OsMed 2024 dell’AIFA disegna una fotografia netta, l’Italia spende sempre di più in farmaci, ma non necessariamente consuma in modo più sano, l’aumento riguarda soprattutto le terapie costose e innovative, mentre rimane alto l’uso di antibiotici e cresce in modo preoccupante quello degli psicofarmaci tra i minori, la risposta non può essere farmacologica da sola, serve un sistema che investa nella prevenzione, nella diagnosi precoce, nella parità di accesso ai servizi, senza dimenticare che dietro ogni pillola c’è una persona, spesso fragile, giovane, a volte sola, solo così si può far fronte alla doppia sfida dell’innovazione e della sostenibilità.




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