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Colombia, candidato presidenziale: “Gli USA hanno bisogno di noi”

7 giu
Tempo di lettura: 3 min

Il candidato presidenziale colombiano, Abelardo de la Espriella, ha dichiarato che gli Stati Uniti “hanno bisogno della Colombia tanto quanto la Colombia ha bisogno degli Stati Uniti”, promettendo che, se eletto presidente, ristabilirà e approfondirà immediatamente i rapporti con Washington per intensificare la lotta contro il narcotraffico e la criminalità organizzata.

L’avvocato penalista e imprenditore 47enne, che si presenta alle elezioni sotto la bandiera del movimento indipendente Defensores d

e la Patria, ha rilasciato le dichiarazioni durante un’intervista alla CNN nel pieno della campagna elettorale colombiana, a pochi giorni dal primo turno delle presidenziali del 31 maggio.

De la Espriella, soprannominato “El Tigre”, ha costruito gran parte della propria immagine politica sui social media attraverso un linguaggio aggressivo e un discorso fortemente securitario, presentandosi come alternativa radicale sia alla sinistra del presidente, Gustavo Petro, sia ai partiti tradizionali della destra colombiana.

Durante un tour nel quartiere Restrepo di Bogotá, centro storico dell’industria calzaturiera della capitale, il candidato ha incontrato piccoli imprenditori e commercianti che denunciano estorsioni, minacce e pressioni da parte delle bande criminali locali. In quell’occasione, ha sostenuto che la Colombia sta vivendo una “pandemia di insicurezza”, caratterizzata da traffico di droga, contrabbando, furti e criminalità diffusa.

Secondo de la Espriella, il Paese deve “ristabilire la sicurezza con la ragione o con la forza”, sempre all’interno della Costituzione e della legge, promettendo una strategia molto più dura contro i gruppi armati illegali e i cartelli della droga.

Nel corso dell’intervista, il candidato ha espresso apertamente la propria ammirazione per Donald Trump, Nayib Bukele e l’ex presidente Alvaro Uribe (2002-2010), pur prendendo le distanze dal Centro Democratico di Uribe in questa tornata elettorale.

Inoltre, ha dichiarato di condividere pienamente la nuova strategia statunitense contro il narcotraffico, sostenendo che i cartelli devono essere trattati “come un cancro” e combattuti attraverso bombardamenti delle coltivazioni illegali, operazioni militari e una repressione senza concessioni.

De la Espriella ha affermato che, una volta arrivato al potere, prenderà immediatamente contatto con Washington per rafforzare l’alleanza strategica tra i due Paesi. Secondo il candidato, l’attuale governo colombiano ha deteriorato i rapporti con gli Stati Uniti e una nuova amministrazione conservatrice permetterebbe di ristabilire “relazioni più profonde e più impegnate”.

La figura del candidato rimane però altamente controversa nella politica colombiana. Diversi settori lo criticano per il suo stile aggressivo, gli attacchi verbali contro giornalisti e avversari politici e soprattutto per il suo passato da avvocato difensore di presunti narcotrafficanti, paramilitari e dell’imprenditore colombiano, Alex Saab, attualmente detenuto negli Stati Uniti.

De la Espriella ha poi respinto le accuse sostenendo che il proprio lavoro come penalista non implichi alcuna responsabilità criminale e insiste sul fatto che il suo obiettivo politico principale sia combattere la corruzione e “liberare” la Colombia dalla classe dirigente tradizionale.

Nel corso della campagna elettorale ha promesso una linea di tolleranza zero contro la corruzione, dichiarando che chi ruba denaro pubblico è “un bandito” tanto quanto chi permette il furto. Ha inoltre assicurato che eventuali fondi recuperati attraverso operazioni anticorruzione verrebbero destinati direttamente alla popolazione colombiana.

La sicurezza personale del candidato è diventata un tema centrale della campagna. Dopo l’assassinio nel 2025 di Miguel Uribe Turbay, candidato del Centro Democratico ucciso durante un evento politico a Bogotá, il governo colombiano ha rafforzato la protezione per i candidati presidenziali.

De la Espriella si muove costantemente circondato da decine di agenti armati e durante i comizi parla spesso dietro vetri antiproiettile. Lo stesso candidato ha dichiarato di ricevere minacce quotidiane, ma sostiene di voler continuare a stare “nelle strade con la gente”.

Sul piano istituzionale, il leader conservatore ha escluso categoricamente qualsiasi sostegno a un’assemblea costituente nazionale, proposta sostenuta invece dal settore vicino al governo di Petro.

Secondo de la Espriella, la Costituzione del 1991 deve essere difesa e non modificata attraverso nuovi processi costituenti. Inoltre, ha assicurato che, se eletto presidente, resterà in carica solo per il mandato previsto e poi si ritirerà dalla vita pubblica.

 

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