Non solo musica
- editoriale4
- 2 giorni fa
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Nello storico rotocalco televisivo Nonsolomoda (1984-2012) la moda fungeva da lente d’ingrandimento per osservare usi, costumi e tendenze della vita quotidiana. Dall’arte alle nuove tecnologie, dallo spettacolo ai viaggi: non solo moda. Oggi, invece, la musica è una valida chiave di lettura della società. Nell’attuale panorama musicale il personaggio precede o sovrasta il cantante, il sound supera il testo, l’impatto conta più della melodia. Non vince chi canta meglio, ma chi arriva al pubblico. In parallelo agisce la logica dei social, perché gli algoritmi hanno accelerato un simile cambiamento. L’istantanea ha sostituito l’attesa e l’impatto ha superato il contenuto. È un sistema che premia chi colpisce subito e spacca non solo l’obiettivo, ma in particolar modo l’attenzione del pubblico. Colpire, in quanto lasciare il segno anche a costo di perdere profondità e intensità, laddove superficialità è sinonimo di immediatezza. Non si va ai concerti solo per ascoltare, ma in buona parte per vedere. È un cambio di tendenza che racconta il nostro tempo: rapido, visivo, comunicativo. Da Annalisa a Elodie, da Big Mama ad Achille Lauro fino a Marco Mengoni. Cinque cantanti diversi per stile e percorso, ma accomunati da un dato evidente: oggi la musica non vive più da sola, perché è anche e soprattutto presenza, immagine, carica interpretativa.

Annalisa - La matematica del pop
Annalisa è arrivata sul piccolo schermo come una ragazza della porta accanto: laurea in Fisica, lavori umili alle spalle e un atteggiamento misurato. Ai tempi del talent show Amici lei era l’allieva che sedeva al primo banco, diligente e composta. Questo profilo di semplicità e disciplina si rifletteva anche nella sua musica: una voce pulita e ordinata al servizio di ballate melodiche. Negli ultimi anni Annalisa ha iniziato a sciogliere la rigidità degli esordi. Restano inconfondibili il timbro limpido e lo sguardo della ragazza di Carcare, ma con un tocco di audacia. Da un lato outfit più sensuali, giocosi e trasgressivi, segno di cura e attenzione all’immagine. Dall’altro lato canzoni più dirette, ritornelli calibrati e suoni riconoscibili. Un’evoluzione liquidabile come superficiale, ma frutto di strategia, perché anche la leggerezza è metodo. I numeri, in termini di hit, stream e classifiche, parlano chiaro e la matematica non è un’opinione. Ne è prova il successo riscosso dai brani Mon Amour, Sinceramente e Maschio. Ad oggi Annalisa ha un’imitatrice, è stata madrina del Roma Pride, colleziona un tormentone dopo l’altro e può contare su un pubblico trasversale. Forse domani qualche regista deciderà di produrre un film ispirato alla sua vita e carriera musicale. Papabile titolo? "Annalisa - La matematica del pop".
Elodie - La tigre da palcoscenico
Cresciuta nella borgata romana di Quartaccio, Elodie porta con sé un’infanzia segnata da fragilità profonde, quali una famiglia instabile e l’abbandono degli studi. A 19 anni si trasferisce in Salento, dove lavora come cubista e corista. Prima ancora di cantare, Elodie impara a stare in scena. La scuola di Amici rappresenta il trampolino di lancio nell’arena musicale, ma oggi Elodie non è solo musica: è presenza scenica che tiene insieme femminilità, sensualità, trasgressione, fervore. Se il corpo è linguaggio e mezzo di espressione, il palco diventa spazio fisico, emotivo e a tratti politico. Elodie si mostra, prende posizione e accetta il rischio della critica. Una tigre da palcoscenico, inteso come esposizione pubblica fra concerti, televisione e cinema. Spesso è difficile cogliere quando inizia il canto e dove termina l’esibizione. Se l’antico motto dice che anche l’occhio vuole la sua parte, oggi l’occhio del pubblico è insaziabile. Innegabile è il fatto che i fan più appassionati di Elodie vogliano ascoltarla come canta, ma soprattutto vederla come occupa la scena.
Big Mama - La testimone di se stessa
Originaria di un piccolo paese della provincia avellinese, Big Mama porta sul palco la sua esperienza di vita, che ha attraversato l’obesità, il bullismo, la malattia e il coming out. "Sono donna, grassa, rapper e queer" oppure "Che ne sapete della mia storia, del mio corpo?" ed ancora "Se non vi piacciono le mie parole bloccate il mio profilo, ma lasciatemi vivere": la sua arte nasce dall’identità e dalla resistenza. Big Mama è la prova vivente che ciò che non uccide fortifica e che il dolore può diventare voce, parola, presenza. La rabbia non ti basta, il brano presentato a Sanremo due anni fa, è il suo manifesto: non un lamento, ma una dichiarazione di forza. Non solo musica, ma soprattutto testimonianza e Big Mamma è la testimone di se stessa.
Achille Lauro - L’artista maledetto
Dal quartiere Nuovo Salario alla Milano bohémien, dal rap underground del Quarto Blocco alle collaborazioni più pop con Coez, Gali, Annalisa, Fedez e Orietta Berti. Ancor prima che un cantante, Achille Lauro è un artista poliedrico che rifiuta stereotipi, canoni e confini. In lui vita e arte si fondono. Il suo universo è fatto di eccesso, caduta, redenzione, sacro e profano. Persino l’amore oscilla fra dipendenza e salvezza, dannazione e nostalgia. Achille Lauro cambia, eccede, provoca. A fare da sfondo c’è sempre il suo stile stravagante, che emerge nei testi, nei look e nelle performance. Non solo musica, bensì inquietudine e disperazione, che lui stesso definisce una sua sfumatura caratteriale. Il romano della Serpentara, l’artista maledetto: perdutamente Achille Lauro.
Marco Mengoni - Il corpo della voce
L’estensione vocale, la duttilità interpretativa e la padronanza del mezzo lo collocano tra gli artisti tecnicamente più solidi del pop italiano. In una classe scolastica Marco Mengoni sarebbe l’alunno più preparato: quello che sa, ma non lo ostenta. Non primeggia per arroganza, bensì per autorevolezza. È stimato e riconosciuto anche dai colleghi. Per alcuni assume i contorni di una divinità, ma Mengoni resta terreno. Non è solo musica: è voce e corpo. Canta con il corpo, che risuona insieme alla voce. La postura, la tensione muscolare, il petto tonico, le spalle disinvolte: ogni tratto fisico partecipa alla performance, amplifica l’emozione e rende visibile il suono. Senza dubbio gioca a suo favore un abbigliamento che valorizza il fisico e il sex appeal che ne consegue. In lui la voce diventa corpo e il talento resta umano, perché Mengoni è un’icona di passione, sensibilità e vulnerabilità. Un divo che ha comunque il coraggio di essere umano.
Non solo cantanti, ma artisti e personaggi che dividono il pubblico fra chi li ama e chi li critica. È una dinamica che richiama il dibattito politico odierno, dove sempre più spesso i contenuti cedono il passo a identità, appartenenze e narrazioni. Più che il pensiero, conta l’opinione, al pari di una bandiera da sventolare. Non solo politica, ma questa è un’altra musica.




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